Verso una rinnovata Casa delle Libertà

Scritto il 13 luglio 2010 da Avv. Giovanni Macrì | Nessun commento »

Sempre più spesso, in nome di una dogmatica responsabilità, il c.d. terzo polo, e più in particolare l’UDC, si è reso protagonista delle più improbabili e contraddittorie alleanze politiche. Tale strategia, generosamente definita “dei due forni”, ci ha fatto assistere ad ogni tipo di accordo di volta in volta spacciato in termini di impegno di una classe dirigente che ha a cuore esclusivamente il bene del Paese.
Se va dato atto al Presidente Casini di aver osato molto alle scorse elezione politiche, forse la stessa sopravvivenza del partito, tale rischiosa, certamente discutibile, scelta non può, a mio avviso, reiteratamente giustificare il rocambolesco tatticismo, molto spesso spregiudicato ed interessato, che, dall’indomani dell’appuntamento elettorale del 2008, con la supina accettazione dei due maggiori partiti nazionali, ha caratterizzato l’azione dell’UDC. Il corteggiamento inarrestabile cui Pdl e Pd si sono ostinatamente dedicati ha, infatti, reso possibile l’atteggiamento scostante, presuntuoso ed arrogante dei centristi e la loro candidatura a futuro ago della bilancia. I continui distinguo dall’alleato variabile e le incessanti richieste di maggiore visibilità ne sono un esempio.
Tale fastidioso atteggiamento è recentemente degenerato in una sorta di auto convincimento di superiorità morale, propria del peggior Pd, in nome della quale ogni azione diventa per definizione lecita, disinteressata e politicamente corretta. Il contegno è imputabile, verosimilmente, all’imbarco della moltitudine di transfughi provenienti dalle peggiori fila della sinistra, che, sempre con maggiore frequenza in questi ultimi due anni, hanno bussato alla corte dell’UDC, vuoi per motivi assai contingenti e personali, vuoi per attrazione della politica “governativa” cui il partito appare vocato, che nell’immediato futuro sembra meglio garantire il rampantismo. Tali colonizzatori, che stanno profondamente modificando l’anima dell’UDC, sono i primi a dispensare sermoni a destra e a sinistra, ad indignarsi per ogni cosa e a condannare le scelte altrui disconoscendo di rappresentare il raccolto di quanto seminato appena pochi giorni prima del loro cambio di casacca. Pretendono, quindi, il soccorso di quello che fino a ieri era il loro nemico di sempre, il demonio da sconfiggere ad ogni costo, oggi strumentalmente trasformato, come per incanto, in alleato prezioso da sfruttare per meschini calcoli personali o, peggio ancora, per veri e propri regolamenti di conti.
Ritengo che tale maniera di fare politica, ed in particolare chi la pratica, vada decisamente censurata e definitivamente accantonata in modo da archiviare una volta per tutte la “responsabilità” di facciata che certamente non fa il bene dell’Italia, delle nostre regioni, provincie e città.
Verosimilmente i disegni “terzo polisti” dell’UDC, miseramente naufragati alle recenti elezioni amministrative, determineranno l’implosione del partito, quindi, ulteriori cambi di campo ovvero ripensamenti che potrebbero liberarlo da presenze assai scomode e di pura convenienza. L’evento, a mio avviso, rappresenterebbe la panacea per il rinnovo del patto elettorale e di governo noto come Casa delle Libertà, l’unica alleanza che oggi potrebbe portare i veri moderati, rinnovati ma di nuovo uniti, al successo nelle prossime, importantissime, elezioni politiche.
Ergo non tutti i mali vengono per nuocere.

Avv. Giovanni Macrì
Consigliere Provinciale Pdl
Componente del Coordinamento Regionale

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