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Un Repice
cacciatore di poltrone
Lunedì 08 Febbraio 2010 10:00
Il
segretario comunale di Torino fa campagna elettorale per
Gariglio che lo propone alla Corte dei Conti regionale
E
il “dottore” per antonomasia, il cliché del burocrate
pubblico di origine meridionale, la quintessenza del
mandarino azzeccagarbugli, la personificazione del petit
commis. Adolfo Repice, calabrese di Tropea,
cittadina del Tirreno che gli ha dato i natali 67 anni fa, è
dal 2003 segretario generale del Comune di Torino. Una
funzione delicata e importantissima, per certi versi persino
più rilevante di quella del city manager: sul suo tavolo,
infatti, passa ogni singolo provvedimento della macchina
municipale (delibere, concorsi, gare d’appalto). Un compito
gravoso, lautamente compensato con circa 160mila euro annui.
Ma lo stacanovista Repice non è tipo da farsi impressionare
e con un'oculata gestione delle incombenze ha trovato il
modo di accaparrarsi negli anni una serie davvero
impressionante di altri incarichi: segretario dell’Agenzia
per la Mobilità Metropolitana (che sovrintende alla
contrattualistica con Gtt e Ferrovie), segretario del
Consorzio Associazione d’Ambito per il Governo dei Rifiuti
(che decide su inceneritori e tariffe rifiuti),
sindaco-revisore dei conti degli Ospedali Cto e Maria
Adelaide, componente del Nucleo di Valutazione della Regione
Piemonte (organismo che stabilisce criteri di assunzione e
parametri di promozione) e, commissario dell’Opera Pia
Lotteri, la casa di riposo per anziani di proprietà pubblica
di via Villa della Regina. Nomine che gli fruttano, ça
va sans dire, un altro bel gruzzoletto di compensi.
Un vero
recordman, una collezione invidiabile di incarichi, una
bulimia di potere talmente sfacciata da essersi meritato il
nomignolo di “acchiappapoltrone”. In una chat (PoliticaMente)
così viene descritto: «Democristiano di sinistra in origine,
ha saputo navigare le acque infide degli incarichi di nomina
politica, prendendone da destra e da sinistra, e si è fatto
strada dalla natia Calabria alla rossa Emilia fino a Torino,
sempre fedele all’antico adagio “i Governi passano, le
burocrazie restano”. Vecchio gentiluomo meridionale che non
esita a sfoderare vistosi cappelli in paglia e a fare il
baciamano alle signore, si muove con leggerezza tra il suo
confortevole “alloggetto” in corso Massimo d’Azeglio e le
sedi dei suoi numerosi incarichi. Con leggerezza, perché,
benché sia a Torino da sei anni, non risulta possieda una
sua vettura, si muove sempre sull’auto blu. C’è chi dice che
in realtà il Repice sia una creatura mitologica, un centauro
metà uomo e metà auto blu».
Saranno
pure cattiverie di qualche mal mostoso dipendente comunale,
però non sfugge la straordinaria abilità mostrata dal Nostro
nel tessere una rete fittissima di rapporti con la Torino
che conta. Relazioni sicuramente legittime ma che suscitano
un certo sconcerto in un funzionario pubblico.
Il rapporto
con la politica è per Repice un autentico nervo scoperto: ad
ogni elezione si è sempre distinto nel sostenere, più o meno
discretamente, uno o più candidati, spesso sfruttando
l’Associazione calabresi nel mondo di cui è un autorevole (e
influente) membro. È capitato con Claudia Porchietto, l’anti
Saitta alle scorse Provinciali, ed ora è in prima fila tra i
supporter di Davide Gariglio. Forse per senso di gratitudine
nei confronti del presidente del Consiglio regionale che,
com’è noto, l’ha proposto come componente della sezione
regionale di controllo della Corte dei Conti. Una nomina che
arriverebbe a fagiolo a un passo dalla pensione. Insomma, un
buen retiro degno di “Acchiappapoltrone”. |