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L’Associazione TropeaBlues è il frutto dell’iniziativa di un gruppo di giovani appassionati del Blues e innamorati del loro paese: Tropea.

 

Ecco la radiografia del pensiero dei nostri amministratori  

  

 

"Voi non sapete quello che state facendo". È così che Bernardo Provenzano ha accolto le forze dell'ordine al momento dell'arresto. Il segno di un ordine costruito con sotterranea implacabilità.

 

 

 

 

Tropea24ore
Invito alla lettura

I cittadini dell'antica Troia avrebbero ugualmente aperto le porte della loro città se Ulisse si fosse nascosto dentro un modesto Asinello? Il libro è una raccolta di "parabole" al motto "dubito ergo sum", ognuna con una morale che tende a spiazzare il lettore più consumato.

 
Il territorio è troppo spesso inteso come un asino piuttosto che un "soggetto vivente" da riscoprire. I contributi di questo volume intendono essere un'occasione per riflettere su come "scaricare" il mite animale e considerare se mandare in "pensione" la metafora. Tante esperienze mostrano come le organizzazioni di attori, nel perseguire le loro finalità, si muovano sempre da modelli conosciuti, ma che, a partire dagli obiettivi vissuti, da un'informazione controllabile, dalle risorse disponibili e impiegabili, dai vincoli strutturali, tecnici e sociali interni ed esterni percepiti, possano essere condotte a esplorare territori inediti. Nell'apprendere nuove conoscenze, abilità e consapevolezza delle proprie capacità si allarga il ventaglio delle possibilità tra cui scegliere per elaborare progetti territoriali originali da riportare ai tavoli delle trattative. Questo apprendimento diviene il presupposto al distacco dai vecchi contesti di territorializzazione e condizione propedeutica al cambiamento degli equilibri nei sistemi di azione che strutturano i nuovi territori. L'atteggiamento muta dal subire delle scelte a essere interpreti di un influenzamento delle decisioni, attraverso un ampliamento del proprio spazio d'azione, definito dal grado di coinvolgimento e di partecipazione alla progettazione. Gli attori sentono allora di "contare".
 
V'interessa l'asino perché sapete ancora poche cose su questo straordinario animale? Vorreste avere al vostro fianco un asino, per trascorrere piacevoli momenti con lui? Oppure vorreste averne tanti, di asini e di asine, farci un sacco di cose insieme e magari finire a pensare che con loro è possibile cambiare vita e lavoro? Oppure ancora gli asini già li avete, ma vorreste conoscerli meglio? Ebbene, questo libro è per voi.
 
Dopo aver interpretato psicologicamente le fiabe e i testi degli alchimisti, Marie-Louise von Franz affronta qui il compito di svelare la struttura inconscia, accanto a quella formale e cosciente, del celebre libro di Apuleio che dà il titolo anche a questo saggio. L'autrice, ripercorrendo la trama del romanzo, ci fa sentire il respiro universale e, al tempo stesso, l'attualità di questo capolavoro, che è una grande avventura umana di riscatto e conquista interiore, svoltosi in un'epoca per tanti versi a noi così affine come fu la tarda antichità. Alla rilettura della von Franz si attaglia perfettamente il noto giudizio di Flaubert, secondo cui gli argomenti «vi sono trattati alla maniera moderna e con un soffio antico e cristiano a un tempo che li pervade. Vi si sente l'incenso e l'urina: la bestialità si congiunge al misticismo». (Fausto Intilla - www.oloscience.com)
 
Onoterapia, ippoterapia, delfinoterapia, terapia con piccoli animali! Ma saranno veri interventi terapeutici dotati di specifiche regole o, non già, un semplice fatto ludico, a favore di bambini disabili? Questo dubbio, che sembra arrovellare tanti autorevoli colleghi, è un falso problema. Un ambiente o un mezzo acquisiscono significato terapeutico grazie alla presenza di un tecnico (fisioterapista, terapista occupazionale, ecc...) che, servendosi di specifici mezzi, ambienti o relazioni, li rende idonei a svolgere un ruolo nel recupero o nell'ottimizzazione di specifiche disabilità.
 
 
 
 

Degrado urbano
Quando la realtà supera la fantasia
Il Muro del pianto
Costo dell'opera € 20.000,00


L'importante opera, costata appena € 20.000,00, è il frutto della collaborazione tra Antonio Euticchio (Sindaco di Tropea), Francesco De Nisi (Presidente della Provincia di Vibo Valentia) e Giuseppe Rodolico (Consigliere provinciale e Consigliere del Comune di Tropea)
L'ufficio tecnico provinciale, dopo giorni di durissimo lavoro, ha concepito quello che passerà alla storia come il "Muro della Vergogna"  

L'opera, secondo De Nisi ed i tecnici della provincia, andrebbe a garantire la sicurezza dell'utenza in transito in caso di crollo del fabbricato a monte, fabbricato dichiarato pericolante - per la precisione in imminente pericolo di crollo - dai Vigili del Fuoco di Vibo Valentia
 

Antonio Euticchio, Sindaco di Tropea - Pino Rodolico, Consigliere provinciale e comunale - Francesco De Nisi, Presidente della Provincia di Vibo Valentia 

«Una sola priorità: la sicurezza»
Euticchio respinge le accuse sulla realizzazione del muro sul lungomare

di Pier Paolo Cambareri
Calabria ORA - 25 luglio 2008 

TROPEA - Altro che scempio ambientale. Il problema vero è la sicurezza. E l'incolumità di cittadini e turisti. Antonio Euticchio, sindaco di Tropea, avrebbe preferito evitare la polemica. Ma gli attacchi cui è stato sottoposto in merito alla "vexata quaetio" del muro di protezione realizzato sul lungomare della "Perla del Tirreno",  lo costringono «a precisare», e a rispedire al mittente le «accuse» rivolte al suo indirizzo. Non sarà un bel vedere, quella colata di cemento; ma la realizzazione dell'opera, sottolinea il primo cittadino, si è resa necessaria per garantire la sicurezza degli utenti.
«Come prima cosa - spiega Euticchio - voglio ribadire che gli articoli di questi giorni sono stati poco oculati. Hanno solo portato acqua al mulino dell'antipolitica, creando sconcerto nella cittadinanza. Per essere chiari: non si tratta del "muro della vergogna" bensì del "muro del pianto sul lungomare della vergogna". Il vero scempio ambientale perpetrato in modo irreversibile ai danni di Tropea è stata la collocazione di quella strada, spacciata per lungomare a ridosso della Rupe, dove da anni, purtroppo, si susseguono crolli e smottamenti della roccia. La collocazione della strada è stata una scelta inopportuna, inutile e dannosa». Una precisazione1 necessaria, per ribadire che l'attuale ammini­strazione è stata - ed è tuttora costretta - a fare i conti con problemi che vengono da lontano. «Tale scelta, fatta negli anni passati - prosegue Euticchio - non è addebitabile a questa amministrazione, ancor meno lo sperpero di miliardi delle vecchie lire con progetti di dubbia utilità, visti i risultati, nel vano tentativo di mettere in sicurezza la Rupe. Al "Muro del pianto" - ironizza il sindaco - molti dovrebbero andare a meditare e recitare il "mea culpa". Il vero sceUn esempio di abusivismo recente. Nonostante le saviarite denunce il Sindaco ha fatto finta di nulla mpio ambientale è l'abusivismo sfrenato che negli anni trascorsi è stato effettuato2. La Rupe crolla perché sul costone dove insistevano piccole abitazioni costruite con mattoni di terra e paglia ed ovili per le capre, sono stati edificati incautamente ed abusivamente pesanti palazzi in cemento armato. La Rupe crolla perché a monte nella città non sono mai state incanalate le acque bianche e le fogne. La Rupe crolla perché l'acquedotto della città è obsoleto e paragonarlo ad un colabrodo è puro eufemismo».
E sul muro incriminato: «Al "Muro del pianto" il sindaco e il presidente della Provincia non andranno a brindare a pasticcini e champagne per l'avvenuta costruzione, ritenendo così di aver risolto il problema del risanamento della Rupe e la sua messa in sicurezza... Con la Provincia, abbiamo ritenuto doveroso realizzare quel muro, d'estrema urgenza, per creare le condizioni minime di sicurezza e permettere di salvare la stagione turistica». Il primo cittadino è consapevole che quest'opera non risolverà il problema della sicurezza; ma è altrettanto convinto che, al momento, non vi fossero altre soluzioni praticabili per garantire ai turisti di trascorrere in serenità la stagione estiva. «un muro - aggiunge infatti Euticchio - non risolve il problema della messa in sicurezza della Rupe e delle abitazioni sovrastanti; non è stato costruito con queste finalità. L'Autorità di bacino della Regione cui è stato affidato l'incarico di redigere il progetto definitivo per il consolidamento della Rupe, ha quasi completato il complesso lavoro di progettazione3. Il muro consente solo il passaggio pedonale ed automobilistico in condizioni di maggiore tranquillità rispetto al passato, in ipotesi di nuove cadute di piccoli e medi massi. A chi ha memoria corta ed esterna giudizi critici di natura estetica, vale la pena ricordare che negli anni scorsi, per motivi analoghi, venne impiantata una brutta paratia in tubi metallici e tavolato da cantiere in un luogo dove l'impatto ambientale era sicuramente maggiore, stante la collocazione a ridosso della spiaggia. All'epoca si condivise la scelta, nessuno pensò di demonizzare gli amministratori per mera speculazione politica3. Prevalse l'interesse generale della città. Qui sta la differenza tra chi, nell'interesse della propria città, esercita con responsabilità il ruolo di amministratore. Chi mira alla chiusura della strada vuole il caos, il disagio, la chiusura dei locali delle marinate, il conflitto sociale, il disastro economico di tanta gente che aspetta l'estate per poter lavorare. Non permetteremo che ciò avvenga, assumendo ogni iniziativa utile e di responsabilità. Sarà valutato con gli uffici e gli organi competenti se in seguito agli interventi eseguiti dalla Prociv, dall'Autorità di bacino, dal Comune e dalla Provincia, esistono le condizioni minime di sicurezza per permettere il transito a senso unico come avveniva negli anni precedenti. Per ultimo, per quanto attiene il problema della scalinata che porta alla Marina dell'Isola, è opportuno ribadire che sono stati altri amministratori a promuovere ed approvare il progetto incriminato. Nella vicenda, l'unica mia responsabilità è stata quella di aver constatato che la scalinata, così come era stata progettata, era una vera "schifezza", che deturpava il posto più bello di Tropea. Questa è la verità5. Voglio ribadire che quarant'anni di attività politica spesi per questa città mi hanno insegnato che la mistificazione non paga, che gli interessi della città vengono prima di quelli di stretta attinenza politica e che, contrariamente a quanto si pensa, i cittadini di Tropea hanno capacità di giudizio per capire chi, tra mille difficoltà, cerca di risolvere i problemi vecchi e nuovi della città».

  1. Il Sindaco non distingue tra lungomare (il tratto stradale che costeggia la spiaggia da Rocca Nettuno sino al Lido La Pineta) e strada del mare. Si tratta di due opere nettamente distinti e con finalità diverse.

  2. L'abusivismo edilizio che ha interessato la marina durante l'amministrazione Euticchio non ha precedenti. Emblematico il caso della villa realizzata proprio sotto la scalinata del convento, a due passi dal muro del pianto.►►

  3. L'autorità di bacino attende da mesi l'invio da parte del Comune di Tropea dei rilievi tecnici (circostanza questa appresa dal sottoscritto nella giornate di ieri dall'Ufficio competente).

  4. Anche quella fu senz'altro una scelta scellerata.

  5. Le responsabilità sulla scalinata dell'isola sono da ascrivere in via esclusiva all'attuale amministrazione, all'Ufficio tecnico comunale ed alla Sovrintendenza ai Beni architettonici e per il paesaggio che ha consentito quest’obbrobrio. Ricordo che il Sindaco è intervenuto sulla questione solo a seguito degli interventi della ProLoco e del gruppo Identità "in" progress. (cfr. conferenza stampa del 28.05.2008)

Giovanni Macrì
Consigliere comunale - capogruppo Identità "in" progress

Corriere della Sera, La Stampa, L'Unità, Il Messaggero, - 25 luglio 2008

Muro della vergogna
Barack Obama interviene da Berlino
«Abbattiamo tutti i muri»

Tropea24ore.it - 21 luglio 2008

Tropea24 ha intervistato per i suoi lettori l’On. Cetto La Qualunque


D: On. Cetto La Qualunque, cosa ne pensa del c.d. Muro del Pianto eretto a Tropea dall’amministrazione Provinciale di Vibo?
R: Un’opera faraonica degna di un’amministrazione illuminata e particolarmente attenta a bisogni della gente.
D: come giudica le critiche dell’opposizione?
R: sterili e strumentali. Ognuno ha il suo De Santis; gente ignorante, priva di fantasia, che non proietta gli interventi nella giusta dimensione, chi non ci piaci u pilu, insomma.
D: e quale sarebbe la giusta dimensione?
R: U pilu ovviamente! Chiudete gli occhi ed immaginate quello splendido muro in cemento armato contornato da 15/20 puttanuni. Davanti l’esposizione, dietro il consumo. Devo dire una trovata geniale. Io stesso non ci sarei arrivato. Mi hanno superato e ciò non è cosa da poco.        
D: quindi Lei giudica positivamente l’opera?
R: certo che sì! Le dirò di più, penso proprio di trasferirmi in questa provincia tanto mi piace; un trionfo di pilu e cemento.     

Tropea24ore.it - 20 luglio 2008

. . . . e io pago!

Grottesco è il termine esatto per definire l’opera pubblica,  rectius il monumento (le opere devono pur servire a qualcosa), che la Provincia di Vibo Valentia ha gentilmente “donato” alla Città di Tropea.
Purtroppo, quando, durante la scorsa campagna elettorale, ho allertato i miei concittadini sui rischi, per la Città e per tutta la Costa degli Dei, connessi ad una vittoria di De Nisi non mi sbagliavo affatto.
Degna opera di queste amministrazioni, un monumento allo spreco, all’incapacità ed alla arroganza.  
Ebbene, la mia presa di posizione in merito al c.d. “Muro della vergogna o del pianto” scaturisce dai verbali di sopralluogo dei Vigili del Fuoco che nei due loro interventi, svoltisi a distanza di un mese l’uno dall’altro, hanno certificato un progressivo peggioramento dei rischi tanto da arrivare ad evidenziare, nel secondo intervento, un aggravamento della situazione di imminente pericolo di crollo del fabbricato sovrastante la strada.
Ora, siccome mi è stato insegnato che il bene in assoluto più prezioso è la vita delle persone, poiché ritengo che chi ricopre ruoli istituzionali debba in primo luogo occuparsi della sicurezza e della incolumità delle persone, ho presentato un’interrogazione al Presidente della Provincia e al Sindaco di Tropea per capire se l’intervento oggi realizzato (l’edificazione del muro del pianto) tenesse conto di quanto certificato dai Vigili del Fuoco.
La risposta data dal Presidente della Provincia, il Sindaco di Tropea ancora tace, nel corso del consiglio del 17 u.s.  e ribadita per il tramite della stampa:  “. . . . una cosa comunque è certa: oggi quella strada è più sicura di quanto non fosse prima dell’intervento della Provincia” è sconcertante per diversi motivi:
1)
      perché un Presidente di Provincia, nel momento in cui interviene, non può accontentarsi del “. . . più sicura . .  .” ma deve assicurare la reale tutela della salute;
2)
      perché l’opera è ridicolmente lillipuziana rispetto al rischio di crollo certificato dai Vigili del Fuoco (la medesima, tutt’al più,  potrebbe contenere qualche sassolino);
3)
      perché i soldi pubblici - nel caso di specie € 20.000,00 per il momento - vanno spesi con cognizione di causa e non si possono gettare alle ortiche con operazioni irrisolutorie;
4)      perché le segnalazioni fatte da un’autorità istituzionalmente preposta alla prevenzione e tutela della pubblica incolumità (i Vigili del Fuoco, appunto) vanno rigorosamente osservate e non aggirate con soluzioni che sanno di espediente.
Ovviamente, mi auguro che mai  abbia ad attualizzarsi il pericolo previsto dall’autorità competente!
Una dichiarazione di De Nisi è senz’altro esatta:  “. .  . la Provincia non aveva alcuna competenza in materia” e allora mi chiedo, perché ha deciso di imbarcarsi in tale sciagurata avventura? Forse perché, non conoscendo l’esatta portata del caso, è stato tratto in inganno da qualche consigliere di maggioranza?  
Bando alle ciance, oggi è urgente fare chiarezza sulla questione e sui pericoli per l’utenza. E’ opportuno che i Vigili del Fuoco verifichino la rispondenza dell’opera alle esigenze di sicurezza che loro stessi avevano evidenziato inducendo il Sindaco alla chiusura della strada al transito nonché alla sgombero di una famiglia che viveva nell’appartamento dichiarato pericolante.
E’ necessario che ognuno si assuma le proprie responsabilità! E’ opportuno che i Vigili del Fuoco chiariscano se abbiano inteso ingenerare un inopportuno allarmismo!
Mi torna in mente il detto celeberrimo: “A caval donato non si guarda in bocca”, attenzione però, nella fattispecie il cavallo regalatoci dalla provincia è stato pagato con quelli che il Presidente De Nisi definisce “.  . . fondi propri“ e in effetti sono anche soldi pubblici elargiti dai contribuenti. 

Avv. Giovanni Macrì
Consigliere provinciale gruppo Pdl
Consigliere comunale Tropea capogruppo Identità “in” progress

Rupe di Tropea, De Nisi mette fine alla polemica
«Con il nostro intervento abbiamo reso più sicura la strada»

Calabria ORA - 17 luglio 2008

«Le polemiche che hanno come obiettivo l'intervento realizzato dalla Provincia sulla strada del mare di Tropea, alla base della rupe, stanno raggiungendo un livello talmente grottesco che rivela implicitamente quanto siano strumentali e sterili».
Il presidente della Provincia, Francesco De Nisi, rispedisce al mittente le critiche mosse nei confronti dell'amministrazione, che recentemente si è fatta carico del grave disagio determinato dalla chiusura della strada comunale che costeggia la rupe di Tropea, che per mesi è stata inibita al traffico veicolare a causa del pericolo di frane.
«Sebbene questi lavori non rientrassero nelle competenze specifiche della Provincia - spiega De Nisi - abbiamo deciso di intervenire, d'accordo con l'amministrazione comunale, sulla base di un formale protocollo d'intesa. E l'abbiamo fatto non soltanto in considerazione dei disagi subiti dai residenti, ma anche per andare incontro alle istanze degli operatori turistici della zona, che temevano fortemente di veder compromessa la loro attività durante la stagione estiva. Sulla base di queste premesse, quindi, abbiamo realizzato un muro di protezione provvisorio che aveva l'unico scopo di permettere la riapertura della strada. Come ho spiegato in diverse occasioni, a cominciare dalla seduta consiliare che ha ratificato la decisione assunta dalla giunta, non si tratta in alcun modo di un'opera risolutiva, perché la questione relativa al consolidamento della rupe è molto più complessa e riguarda l'intera formazione rocciosa a picco sul mare. Fingere di ignorare che la soluzione di questo annoso e grave problema è competenza del Comune di Tropea, che ha dato incarico all'Autorità di bacino di elaborare il progetto definitivo, dimostra la faziosità di certe critiche con le quali si vorrebbero imputare alla Provincia colpe che non ha. Non si capisce, infatti, cosa si rimproveri a questa amministrazione. Forse di aver impegnato fondi propri per intervenire su una strada comunale al fine di limitare i rischi per l'incolumità pubblica? - conclude De Nisi -. Un cosa comunque è certa: oggi quella strada è più sicura di quanto non fosse prima dell'intervento della Provincia. Se poi, nonostante la nuova barriera in cemento armato, le autorità competenti, a cominciare dal Comune di Tropea e dai Vigili del fuoco, ritenessero che la strada debba comunque restare chiusa, provvedano di conseguenza, assumendosi legittimamente la responsabilità di una decisione che, lo ribadisco, esula dalle nostre funzioni».

Lo scempio ambientale si consuma nella perla
Realizzata sul lungomare l’ennesima “struttura della vergogna”

Di Francesco Barritta
Calabria ORA - 17 luglio 2008

È stato definito “il muro della vergogna” ed ha praticamente scatenato un nuvolo di polemiche che potrebbero minare ulteriormente la fiducia dei cittadini verso gli amministratori locali. Una fiducia che, d’altronde, aveva già accusato un duro colpo a causa della nota vicenda “ecomostro”, riguardante le scale che portano a Santa Maria dell’Isola.
Questa volta si tratta di un muro alzato nel bel mezzo della strada che costeggia il lungomare Antonio Sorrentino di Tropea, giusto sotto la rupe che, il 27 settembre scorso, è stata interessata da una frana di grosse proporzioni che ha destato la preoccupazione di tutta la popolazione ed ha attirato su Tropea l’attenzione dei media nazionali.

Pare che questa struttura sia stata elevata al fine di mettere in sicurezza quel tratto di strada rispetto a possibili frane che potrebbero verificarsi nell’immediatezza, così da procedere alla sua riapertura al transito. Eppure sembra davvero una soluzione inutile, oltre che brutta, se si pensa che il 27 settembre dello scorso anno il Comando Provinciale dei Vigili del fuoco evidenziava, con il verbale di accertamento n. 2287, la necessità di interdire «a scopo precauzionale l’accesso al vano adibito a camera da letto dell’appartamento di proprietà Saturnino Maria individuato al civico 32 di Via Libertà, soprastante terrazza e adiacente giardino» e precisava inoltre che «va monitorata l’eventuale evoluzione delle lesioni presenti sul fabbricato». Si tratta di una abitazione prospiciente la strada oggi interessata dai lavori di messa in sicurezza. Lo stesso primo cittadino Antonio Euticchio, con Ordinanza Sindacale n. 48 del primo ottobre, ordinava l’immediato sgombero e divieto di utilizzo e di accesso di camera da letto e terrazzo, ritenendo tale provvedimento «necessario ed indispensabile adottare i provvedimenti di competenza, per la salvaguardia dell’incolumità delle persone e preservazione dei beni», e il 24 ottobre erano ancora i Vigili del fuoco a segnalare «ulteriori distacchi di materiale arenario in prossimità del crollo», con il verbale di accertamento n. 2534, che comportavano «un aggravamento della situazione di imminente pericolo». A causa di quegli accertamenti, il sindaco di Tropea Euticchio dispose l’immediato sgombero dell’intero fabbricato (O. S. n. 52 del 26/10/2007).
Da subito si capì quindi che la situazione avrebbe potuto avere spiacevoli evoluzioni, quindi l’intera area venne dapprima recintata, poi completamente chiusa con dei blocchi di cemento.
Prima che si disponesse l’avvio dei recenti lavori, la Commissione provinciale di Controllo e garanzia aveva richiesto all’Ufficio Tecnico Provinciale delucidazioni in merito alla natura dell’interevento programmato e precise spiegazioni circa la sicurezza che i lavori avrebbero dovuto garantire. A detta di Giovanni Macrì, che si è interessato della vicenda nella sua duplice veste di Consigliere comunale di minoranza con il gruppo “Identità in progress” e consigliere provinciale di minoranza del Pdl, «il predetto Ufficio ad oggi, pur sollecitato a più riprese, non ha ancora riscontrato la richiesta della Commissione».
Macrì, dal canto suo, ha inviato una missiva al Comune di Tropea (con Prot. n. 16107 dell’8/07/2008), che già aveva depositata e discussa alla Provincia durante il Consiglio del 7/07/08, nel quale illustrava la situazione e chiedeva al presidente della Provincia Francesco De Nisi ed al sindaco di Tropea Antonio Euticchio «se i lavori previsti dal protocollo d’intesa valgono a garantire la sicurezza ed incolumità dei pedoni e della autovettura in transito» ed anche se «la barriera in cemento armato vale a garantire la pubblica incolumità in caso di cedimento del fabbricato già dichiarato pericolante ed interessato dal provvedimento di sgombero». La lettera, nella quale l’avvocato tropeano chiede esplicitamente una risposta per iscritto da parte dei destinatari, è stata inviata, per conoscenza, anche al Prefetto di Vibo Valentia Ennio Mario Sodano, al Comando Provinciale di Vigili del Fuoco ed alla Protezione civile della Calabria.
Nel frattempo, per ironia della sorte, un cartello posto a fianco dell’opera che sta facendo più discutere in questo scorcio d’estate recita: Benvenuti, welcome, wilkommen, bienvenus, bienvenidos. Sembra davvero una beffa che cotanta accoglienza, espressa nei cinque idiomi più parlati del vecchio continente, sia stata posta a lato di un’opera che, oltre ad essere di per sé una bruttura inguardabile sia al contempo un espediente di dubbia utilità, pur enfatizzando il pericolo imminente di frana, e quindi rappresenta oggettivamente quanto di più inospitale possa esserci.

Tropea, il muro sul lungomare scatena nuove polemiche

di FRANCESCO APRICENO
Il Quotidiano della Calabria - 15 luglio 2008

TROPEA - Sono terminati i lavori relativi al tratto di strada del lungomare cittadino interessato dalla frana avvenuta lo scorso autunno. E' stato innalzato un muro di contenimento per fronteggiare il rischio derivante da eventuali ulteriori crolli, per consentire il transito dell'utenza, in condizioni di sicurezza e senza rischio per l'incolumità personale, nel suddetto tratto.
Si sono già accese le polemiche riguardo all'utilità della struttura. L'assessore comunale Pasquale Vasinton ha precisato che l'intento dell'amministrazione è stato quello di far erigere un muro provvisorio al fine di permettere la riapertura della strada al transito e mettere in sicurezza l'area, in attesa dei lavori di consolidamento della rupe. «Non servono a nulla le strumentalizzazioni - ha commentato Vasinton precisando - ci siamo curati di non intaccare il marciapiede e le piante e abbiamo condotto un'opera di essenziale utilità grazie al supporto tecnico ed economico della Provincia».
Non è d'accordo il consigliere comunale e provinciale d'opposizione, Nino Macrì, che ha già da subito inoltrato un'interrogazione all'ente provinciale, ai Vigili del fuoco e alla Protezione Civile, mettendo in dubbio l'utilità dell'intervento effettuato. Infatti, il consigliere tropeano ci ha parlato dell'esistenza di un verbale dei vigili del fuoco che attesta l'inagibilità dell'immobile a monte della parte di rupe interessata dalla frana dello scorso anno e del concreto pericolo di crollo imminente della stessa struttura. «In tali condizioni - ha spiegato Macrì - nel caso di crollo della struttura soprastante, il muro innalzato non riuscirebbe a contenere una simile quantità di detriti con le conseguenze che si possono benissimo immaginare, per cui si tratta di un'opera ridicola e inutile perché non adempie allo scopo per il quale è stata realizzata, nonostante siano stati spesi ben 20.000 euro». Come ha spiegato lo stesso consigliere, le risposte che sono state fornite per fugare i dubbi parlano di una zona “comunque più sicura”, ma non basta, perché chi si occupa di pubblica sicurezza deve considerare tutti gli aspetti di rischio, soprattutto in questo caso riguardo cui un altro verbale dei Vigili del fuoco ne attesta l'aumento dell'indice di pericolo. Quindi, secondo il consigliere Macrì, quello che è stato definito «il muro del pianto e della vergogna» è praticamente uno sperpero di denaro ed un'opera inutile perché non garantisce proprio  quello che dovrebbe garantire.

Il monumento della vergogna

Di Francesco Barritta
Tropeanews.com - 13 luglio 2008

In questi giorni di ciel sereno, complice un mare pulito e tranquillo, nessuno avrà mancato l’appuntamento con le bianche spiagge che il mondo ci invidia. Purtroppo, scendendo a piedi dalla ripida rampa in terra battuta che dovrebbe sostituire pro tempore le scale ancora in costruzione (tanto per agosto ci vuole), e passeggiando sul lungomare Antonio Sorrentino, non si può fare a meno di notare una strana costruzione in cemento armato che si erge, cupa ed irregolare nel perimetro, proprio in mezzo alla strada!
Di primo acchitto verrebbe da pensare che, forse, si potrebbe trattare di un monumento in fieri: magari, data la complessità della materia in questione - l’arte contemporanea intendo -, l’acume che ci accompagna potrebbe essere in difetto di quella sensibilità fine e propria dei migliori artisti.
La creazione è di certo troppo acerba perchè occhi poco avvezzi come i nostri possano comprendere sin d’ora. E così, armati di pazienza, stiamo ad aspettare. Passano i giorni, una intera settimana e, alla fine, a vincerla è la curiosità. Chiedendo un po’ in giro, però, la curiosità lascia il posto al riso, poi alla perplessità, infine - quasi si potesse descrivere con sole tre parole il climax dello stato d’animo - si giunge allo sconforto più nero.
Qualcuno potrebbe pensare che qui si stia scherzando, ma il fatto è che quel muro di cemento nient’altro è se non una grandiosa trovata: riuscirà a salvare le vite di chi deambula incosciente sotto il pericolo frana che incombe minaccioso oltre al medesimo.
Forse negli anni della guerra fredda si pensava proprio a questo tipo di formidabile scudo, ma i primi a dotarsi di un siffatto ritrovato dell’ingegneria umana siamo stati noi tropeani, ce lo si riconosca, e la domanda nasce spontanea: perchè non ci abbiamo pensato prima?
“L’importante opera costata appena € 20.000,00 - spiega il sito Tropea24ore.it - è il frutto della collaborazione tra Euticchio, De Nisi e Rodolico. L’ufficio tecnico provinciale, dopo giorni di durissimo lavoro, ha concepito quello che passerà alla storia come il Muro della Vergogna“.
Con soli 20mila euro di modica spesa, a quanto pare, siamo però riusciti a tagliare un altro ambito traguardo. In barba a chi ci considera spreconi, incompetenti, privi di buon senso e buon gusto, oggi anche Tropea ha il suo nuovo monumènto (dal latino monère=ricordare), perchè dobbiamo ricordare che prima o poi, se qualcuno non prenderà seri provvedimenti, quel costone di roccia potrebbe venir giù nuovamente, facendo danni ben più gravi.

Ai confini della realtà
Degna opera dell'amministrazione provinciale e comunale
Un monumento allo spreco, all’incapacità ed all'arroganza

Avv. Giovanni Macrì
Gruppo consiliare Identità “in” Progress
 

 
 

 

 
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Ultimo aggiornamento: 13-12-09