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Repice: il nostro Tutankamon!

15 giugno 2011


Il sindaco Adolfo Repice, non contento delle innumerevoli brutte figure accumulate durante il suo primo anno d’ amministrazione, continua imperterrito a distorcere la realtà delle cose e con le sue ultime dichiarazioni  rilasciate alla stampa conferma che il nostro giudizio sulla sua naturale attitudine alla mistificazione, era e rimane un giudizio ben formulato.

 Sulla questione Ospedale di Tropea, la sua opinione conferma quanto lontana sia da lui la consapevolezza delle enormi difficoltà in cui versa la sanità in Calabria, grazie anche alla sue responsabilità dirette ed indirette del passato, quando da Direttore Generale dell’USL 23, oggi ASP n° 8, ha contribuito ad accrescere. L’Ospedale di Tropea non verrà né depotenziato, né sottodimensionato come strumentalmente vorrebbe far passare Adolfo Repice, che sulla questione pensava di giocarsi una carta vincente per recuperare sulla sua popolarità che risulta in caduta libera. Di fatto, il nosocomio cittadino è stato classificato come Strategico e quindi non soggetto a ridimensionamento; bene hanno fatto i sindaci del distretto a seguire la strada del dialogo e della moderazione con quelli che il sindaco Repice chiama ironicamente “questi signori” e non quella delle barricate  da lui proposta. Di fatto, grazie all’azione congiunta dell’on. Nazareno Salerno, che adoperandosi per l’ospedale di Tropea in modo assai efficace ha dimostrato di essere un consigliere regionale di tutti e non solo degli abitanti di Serra San Bruno e dell’Avv. Nino Macrì il quale sin dal primo minuto, come il sottoscritto, si è attivato per sollecitare lo stesso Salerno ad adoperarsi per la risoluzione della problematica inerente la chiusura provvisoria della sala operatoria.

Quest’ultima, oggetto del tentativo di strumentalizzazione portato avanti da Adolfo Repice e da qualche addetto ai lavori suo stretto collaboratore, sarà riaperta a breve, in barba al processo alle intenzioni dei commissari governativi dell’USP n° 8 compiuto dal sindaco di Tropea che parla di tentativi di depotenziamento, di lenta agonia e di altro ancora. Ciò non toglie che comunque si debba sempre controllare e vigilare sull’andamento dei lavori.

A scanso di equivoci è bene chiarire che nessuno vuole il depotenziamento del nosocomio cittadino, anzi, al contrario, auspichiamo che lo stesso possa essere potenziato ed arricchito di tutti i servizi tuttora assenti e che lo stesso, venga nel tempo migliorato e adeguato a tutte le necessità dell’utenza locale e turistica. Vorremmo tutti un grande ospedale per Tropea, ma il tutto deve essere in linea con le esigenze di razionalizzazione della spesa che la giunta Scopelliti sta portando avanti in questi mesi. Nessuno pensa – come affermato da Repice – “di penalizzare qualcuno sol perché facente parte della sua amministrazione”, ma l’esatto contrario ossia che il senso civico e l’amore per il territorio dovrebbe portare sia lui, sia qualche suo stretto collaboratore a pensare che se il reparto di  Urologia dovesse sfortunatamente chiudere,  allora, quel qualcuno a cui Repice  si riferisce,  potrebbe portare altrove, magari nel nosocomio vibonese che in detto reparto è all’avanguardia per mezzi e strumentazioni, o in altre strutture della provincia, tutto il suo bagaglio di conoscenze mediche e di esperienza ed in questo modo servire ancor più la comunità del territorio. Ben rimanga l’Urologia a Tropea e se sono necessari i nostri voti e il nostro sostegno per tale causa saranno messi a disposizione.

Sui tempi di realizzazione dei lavori di ristrutturazione della sala operatoria, annunciati per fine giugno dai commissari e sui quali Repice  si dice certo  “non riusciranno a completare gli interventi entro fine giugno e un rinvio potrebbe spostare i tempi a Luglio e poi ancora, vedrete, a Settembre” evidentemente, nel formulare questa previsione pensava a se stesso e al suo stile amministrativo, proiettando inconsciamente e simbolicamente anche sui commissari quanto da lui stesso praticato nel corso del suo mandato e durante le numerose conferenze stampa da lui tenute.

Sulle opere pubbliche che annuncia da più di un anno sempre al futuro prossimo, ribadiamo per l’ennesima volta che nulla, proprio nulla ancora si è visto, se non i bagni pubblici abusivi peraltro allo stato incompiuti,  e che i suoi reiterati slogan di principio non hanno trovano corrispondenza alcuna nella realtà. Ricordiamo infatti, che né lo scoglio dell’Isola ed il suo santuario sono ancora aperti al pubblico, né gli ascensori sono in fase di completamento (i lavori del primo, quello di Largo Galluppi sono fermi da un anno, i secondi devono trovare ancora i finanziamenti per la realizzazione della cabina voluta dalla sovrintendenza), né altro pubblico lavoro si è ancora mosso che possa essere ricondotto, senza equivoci, alla sua amministrazione e al suo interessamento. Inoltre, per i cali di memoria del sindaco, nessuno di detti finanziamenti è farina del suo sacco. Su Palazzo Giffone, infine, saremo curiosi di conoscere come il sindaco si stia “adoperando” dopo “tutte le vicende giudiziarie” e quali sono i tempi previsti dalla ditta per la consegna del progetto definitivo e quanto invece aspettare per l’inizio dei lavori.

Gaetano Vallone
Gruppo Uniti per la Rinascita
 


 

 

 

 

 

 
 

 

 
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Ultimo aggiornamento: 15-06-11