Città di Tropea -Tropea24ore.it - politica, cultura ed informazione dalla capitale del Turismo - Elezioni comunali 2010. Sandro D'Agostino,  sedicente assessore, commenta la sentenza del Tar  .
 

L’esponente della Giunta guidata da Repice fiducioso sul ricorso al Consiglio di Stato
«Confermata la nostra vittoria»

Sulle motivazioni del Tar interviene l’ex assessore Sandro D’Agostino

Il Quotidiano della Calabria – 17 aprile 2011
di VITTORIA SACCA’ 

TROPEA - Si dovrebbe tornare a votare perché il Tar della Calabria riconosce “la fondatezza del ricorso principale con riferimento all'illegittima ammissione al voto assistito, nelle sezione n. 3 e n. 4, di tre elettori”dei quali non ha ritenuto idonea la certificazione medica. E' questa la conclusione nelle tanto attese motivazioni del Tribunale amministrativo regionale sulla vicenda elettorale tropeana che ha visto la lista n° 1 Uniti per la Rinascita con Gaetano Vallone opporsi alla lista vincitrice n° 2 Passione Tropea con Adolfo Repice con uno scarto di tre voti. Secondo la sentenza, a votare di nuovo dovranno essere gli elettori di due sezioni su sette, ovvero la 3 e la 4, mentre resteranno fermi gli elettori delle altre sezioni. Sulle motivazioni  pubblicate dal Tar in data 16 aprile, interviene l'avvocato Sandro D'Agostino, componente della lista di Repice. «Le verifiche effettuate  sulle schede elettorali – egli  afferma - hanno confermato la vittoria della lista Passione Tropea, guidata dal Adolfo Repice, come si legge nella sentenza; tuttavia il Tar ha riscontrato non idonea la certificazione medica sulla base della quale hanno votato con accompagnatore tre elettori disabili e solo per tale motivo ha disposto il rinnovo  delle operazioni di voto in due sezioni su sette». D'Agostino precisa che, secondo l'esito della sentenza, i componenti della lista avversaria non potranno più affermare di essere stati pregiudicati da brogli che sono risultati inesistenti. «La sentenza conferma la nostra vittoria elettorale per quanto attiene le preferenze espresse», afferma D'Agostino. «I nostri avversari  proclamano da un anno che vi sarebbe stato uno sconvolgimento nel risultato elettorale tanto da condurre all'evocato ribaltone. Evidentemente si è trattato solo di voci finalizzate a mascherare il fallimento politico di chi si vantava di risultare vincente alle elezioni con oltre 300 voti di scarto».  I componenti della lista “Passione Tropea”, come già si sa, hanno fatto appello al Consiglio di Stato avverso la sentenza del Tar, in quanto,  secondo la documentazione già acquisita agli atti, prosegue D'Agostino, vi è la convinzione che i tre elettori che hanno votato con l'ausilio di un accompagnatore ne avevano effettivamente diritto.  «In un paese di 7.000 abitanti ci si conosce tutti – prosegue - e dunque si sa che i tre elettori in questione avevano effettivamente un impedimento alle mani che non gli consentiva di votare senza l'aiuto di un accompagnatore; ma queste sono questioni di cui dovranno occuparsi i giudici amministrativi. Resta solo l'amarezza per  l'accaduto in quanto i nostri avversari politici pur di raggiungere il proprio scopo non si sono fatti scrupolo di strumentalizzare soggetti deboli, tra i quali anche i propri parenti più stretti. Evidentemente ognuno ha una propria scala di valori. Noi siamo comunque rispettosi della sentenza del Tar – afferma ancora D'Agostino – ed  aspettiamo sereni il pronunciamento del Consiglio di Stato, qualunque esso sia. Permane la convinzione che un eventuale ritorno alle urne confermerà la fiducia che gli elettori ci hanno già tributato per completare una proficua esperienza amministrativa che si è interrotta troppo presto. I nostri avversari non possono essere altrettanto tranquilli, qualsiasi sia il risultato di eventuali nuove e parziali consultazioni; dovranno infatti fare i conti con la propria coscienza, perché con il loro operato hanno dimostrato inequivocabilmente di avere a cuore solo interessi personali. Purtroppo - conclude - chi ci rimette è Tropea, che per i soliti giochi di potere di qualcuno, alle porte dell'estate subisce l'ennesimo commissariamento in pochi  anni». In effetti, al Comune si è già insediata la Commissione prefettizia, nelle persone del Commissario Bruno Strati e dei sub Commissari Salvatore Lorenzo Lafaci e Sabrina Pane; loro guideranno la città fino a quando sulla querelle non si scriverà la parola fine. Il 29 aprile il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi nel merito e solo allora si saprà di un eventuale ritorno alle urne. 

 
   
 
 

 

 
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Ultimo aggiornamento: 18-04-11