Città di Tropea -Tropea24ore.it - politica, cultura ed informazione dalla capitale del Turismo - Elezioni comunali 2010. Sandro D'Agostino,  sedicente assessore, inveisce contro Macrì  .
 

D'Agostino e Sicari (Passione Tropea) respingono le accuse del consigliere provinciale
«Macrì sta cercando di mistificare i fatti»

La Gazzetta del Sud - 19 aprile 2011
di Francesco Barritta

«Se Macrì è convinto di quanto afferma, depositi una querela nei nostri confronti». E questo, in estrema sintesi, il pensiero di Sandro D'Agostino, membro della compagine Passione Tropea (PT), che non accetta il commento del consigliere provinciale Nino Macrì sulle motivazioni del ricorso con cui il Tar ha annullato la proclamazione degli eletti dello scorso marzo e indetto nuove operazioni di voto in due sezioni, la 3 e la 4. «E inutile chiosare le sentenze — spiega D'Agostino — , specie quando queste vengono impugnate», ma per l'ex delegato alla Cultura del comune di Tropea «i commenti scomposti degli avversari di Uniti per la Rinascita (Uplr) confermano che coglie nel segno l'esternazione secondo cui i predetti, pur di raggiungere proprio scopo, non si sono fatti scrupolo di strumentalizzare soggetti deboli, tra i quali anche i propri parenti più stretti».
In un altro passaggio del suo intervento, infatti, D'Agostino afferma che la situazione attuale e stata causata da «un'azione giudiziaria posta in essere alle spalle di soggetti portatori di handicap, che non dovevano essere coinvolti nella battaglia politica». Ma l'ex capogruppo di PT non si ferma a questa analisi e anzi polemizza con Macrì sulla sua interpretazione delle motivazioni del Tar: «Stupisce — afferma D'Agostino — che chi dovrebbe conoscere almeno gli elementi fondamentali del nostro ordinamento giuridico, continui a riferire che la decisione certifica brogli elettorali. L'avvocato Macrì conosce la circostanza per cui se un'autorità giudiziaria avesse ravvisato brogli elettorali, che presuppongono un reato di falso, necessariamente avrebbe trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica. Evenienza evidentemente non verificatasi. Invito il predetto Macrì, se e davvero convinto di ciò che sostiene, a recarsi a depositare querela nei nostri confronti e a farci conoscere la data in cui intende farlo. Immediatamente dopo saremo noi a querelarlo per il reato di calunnia. Diversamente dovrà ritenere che si tratta di una strumentale mistificazione dei fatti, posta in essere per cercare di raggirare qualche credulone».
Quello di D'Agostino non e l'unico commento giunto dai membri di PT. Anche Carmine Sicari, ex assessore al Bilancio, ha infatti detto la sua. «Reputo questa sentenza assurda nelle modalità — ha affermato Sicari — che mi sanno molto di lavata di mani per riportare tutto al Consiglio di Stato, ma allo stesso tempo accetto le decisioni della giustizia sicuro della loro buona fede». Secondo Sicari «il Tar non ha considerato il clima di tensione che regna nel nostro paese», frutto «di qualche personaggio o personaggi che da un anno continuano a scrivere sui blog ingiurie e falsità, che tutto hanno fatto tranne il bene del paese». Costoro, secondo Sicari, avrebbero «la capacita di portare odio per occupare quella poltrona a loro tanto cara».

 
   
 
 

 

 
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Ultimo aggiornamento: 19-04-11