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In un manifesto pubblico contestate le linee guida annunciate dal sindaco Gaetano Vallone
«Giù le mani dal porto di Tropea»

L’ex maggioranza passa all’attacco e difende le scelte fatte da Repice

 

Il Quotidiano della Calabria - 10 agosto 2011
di Vittoria Saccà


 

TROPEA - Il gruppo “Passione Tropea”, che fino a qualche giorno fa era alla guida del Comune con sindaco Adolfo Repice, nella mattinata di ieri ha fatto affiggere per la città un manifesto che porta il titolo “Giù le mani dal porto”. Chi ha seguito le vicende cittadine, è al corrente del fatto che un clamoroso ribaltone ha portato a palazzo S. Anna il gruppo “Uniti per la Rinascita”, risultato avanti di un solo voto a conclusione di una querelle durata sedici mesi. Per tutto questo tempo la città è stata governata da Repice e dai suoi consiglieri che hanno portato avanti diverse iniziative tra cui quella di internalizzare la gestione del porto, non concedendolo più alla Società Porto di Tropea S.p.a. Nel manifesto, il gruppo “Passione Tropea”, composto dall'ex sindaco Repice, e da Giuseppe Rodolico, Libero Padula, Antonino Valeri e Francesco Antonio Arena, scrive: «Il Consiglio di Stato con una sentenza clamorosa ha ribaltato il risultato elettorale assegnando la vittoria per un solo volto alla lista Uniti per la rinascita. Al danno la beffa. Ci sono stati sottratti voti, sono state assegnate schede palesemente nulle alla lista Uniti per la Rinascita e sono miracolosamente guariti tutti quei disabili il cui voto assistito è sempre stato contestato dai nostri stessi avversari, ma che stranamente doveva considerarsi viziato solo se e nella misura in cui avesse vinto la lista “Passione Tropea”. Ma non ci tiriamo indietro. - proseguono i componenti del Gruppo capitanato da Repice e Rodolico - Siamo determinati a ristabilire la verità dei fatti in tutte le sedi e con tutti gli strumenti che la legge mette a nostra disposizione. Nel frattempo, rispettosi delle Istituzioni, daremo comunque voce a quel 50% dei Tropeani che ci onoriamo  di rappresentare e che non si riconosce nei progetti e nello stile, anche comportamentale, dell'attuale amministrazione. Proprio per il rispetto dei nostri elettori e delle regole democratiche non diserteremo le aule consiliari come hanno fatto i nostri avversari, evidentemente più avvezzi ad altre forme di governo. Dai banchi dell'opposizione, così come abbiamo sempre fatto da quelli della maggioranza, avremo sempre di mira un solo obiettivo: l'interesse pubblico. Interesse che in questo momento può così semplicemente riassumersi: il Porto è e dovrà restare dei tropeani. Perciò diciamo chiaramente all'attuale maggioranza ed alla lobby che la sostiene e che ne ha celebrato la vittoria: Giù le mani dal porto». Il giudizio amministrativo che oppone il Comune di Tropea alla Società Porto di  Tropea S.p.a. - prosegue la scritta sul manifesto - «ha visto fin qui vincenti le tesi sostenute dal Comune rappresentato dall'amministrazione Repice, e finalizzate a restituire il Porto ai Tropeani». Pertanto, contrasteremo e denunceremo pubblicamente qualsiasi cambio di rotta che l'attuale amministrazione dovesse assumere perché sarebbe fatto in palese danno dell'interesse di Tropea e dei Tropeani. La struttura portuale potrà certamente essere affidata in gestione a privati, ma solo a seguito dell'esperimento di un bando pubblico di gara che preveda una convenzione, e soprattutto un canone di concessione vantaggioso per l'Ente Comunale, e non gratuitamente (come è stato in precedenza grazie alla magnanimità del sindaco Vallone); dovrà garantire sviluppo, occupazione ai tropeani e tariffe agevolate per i residenti (come già deliberato dall'amministrazione guidata dall’ex sindaco Adolfo Repice). Non permetteremo - concludono gli estensori del documento - che Tropea sia nuovamente scippata del suo tesoro. Non permetteremo che il Porto sia nuovamente regalato ai privati. Qualsiasi manovra sospetta sarà denunciata all'opinione pubblica ed alla Procura della Repubblica perché verifichi la eventuale sussistenza di reati di collusione, corruzione, associazione a delinquere, interesse privato».

 

 

 

 

 

 
 
 
 
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Ultimo aggiornamento: 11-08-11