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Il consigliere d’opposizione replica al primo cittadino e rivendica i risultati delle sue amministrazioni
L’ira di Vallone: «Dal sindaco Repice solo gratuite falsità»

Il Quotidiano della Calabria - 14 maggio 2011
di Nicola Costanzo

Questa volta Gaetano Vallone ha deciso di rompere il silenzio e di rispondere punto su punto alle affermazioni «false» del sindaco Adolfo Repice che non perderebbe mai l’occasione per criticare le amministrazioni guidate da Vallone. «Non ho contezza della capacità organizzativa dimostrata dal “grande manager” Repice nelle “grandi città” dove ha avuto modo di prestare servizio, ma qui a Tropea queste grandi capacità non si sono viste. Per quanto mi riguarda - ha esordito Vallone – valgono i numerosi attestati di merito ricevuti nel corso delle amministrazioni da me guidate, le 5 vele di Legambiente per molti anni consecutivi, il premio “Calabria Mia”, il premio “Anturium” e molti altri». Sulle opere pubbliche il consigliere d’opposizione è categorico: «L’elenco è lungo. Basti pensare a quelli ancora in corso come l’ascensore in Largo Villetta “del cannone”, la ristrutturazione del Santuario dell’Isola, l’ascensore di Largo Galluppi ed il relativo parcheggio in zona marina vescovado. Negli anni che vanno dal novembre 1993 al 30 maggio 2005, che mi hanno visto sindaco per due mandati e per tre anni vicesindaco, nessun finanziamento è stato perso; neanche Repice ha perso finanziamenti, ma soltanto perché non ne ha mai avuto alcuno». Circa i debiti che avrebbe lasciato in dote alla città, Vallone ha inteso sfidare Repice, cifre alla mano, in un pubblico dibattito: «Se poi si riferisce ai debiti trovati al mio insediamento nel 1993, al dissesto programmato dalle amministrazioni precedenti e consigliato anche dal Ministro degli Interni (presente a Roma insieme al sottoscritto il sen. Murmura), alla vendita dell’Antico Sedile e dell’ex Ospedale che in quegli anni si progettava per ripianare i debiti, allora dice bene. Sarà di certo un ricorso storico, allorquando, nemmeno dopo una settimana dal suo insediamento Repice, ancor prima di sapere la reale situazione di cassa, ha esordito con la necessità della vendita dell’ex Ospedale. Io non solo ho salvato il Comune dal dissesto ma ho salvato dalla vendita sia l’Antico Sedile, che il vecchio ospedale ». Il navigato uomo politico, quindi, ha spostato l’attenzione sulla razionalizzazione, promossa dall’attuale primo cittadino, delle spese attraverso la riduzione delle le aree di gestione da sette a quattro, chiedendosi «quale sarebbe stato il risultato in termini di efficienza e di risparmio se a distanza di un anno le defezioni dei dirigenti sono così alte e lo sfascio è sotto gli occhi di tutti». Quanto alle defezioni di dipendenti comunali, «defezioni che sarebbero da attribuire, secondo le voci ascoltate da Repice, a me e all’avvocato Macrì», Vallone si appella alle forze dell’ordine e alla Procura della Repubblica: «Sarebbe provvidenziale un’indagine, un interrogatorio a tutti coloro che, dirigenti e non, assenti e personale che ha fatto richiesta di pensionamento, dirigenti in mobilità e dirigenti in malattia. Un bel boomerang per Repice che, se vuole evitare tutto ciò, dia un nome a queste voci». Infine le conclusioni: «Concludo ricordando a Repice e a tutti coloro che se lo siano dimenticati che nei nove anni da sindaco e nei tre da vicesindaco non ho mai avuto un avviso di garanzia, né una nota di demerito, un richiamo o un rilievo da parte di nessuna autorità superiore. I vari ricorsi e denunzie alle Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici hanno avuto come esito (da parte degli ispettori che hanno operato i vari sopralluoghi), elogi nei miei confronti. Non così è stato per Adolfo Repice per la questione parcometri, per la questione Lsu-Lpu cat. C, per la questione spazzatura, per la questione scuole, per la questione parcheggio-centro commerciale».

 

 

 

 

 

 
 
 
 
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Ultimo aggiornamento: 15-05-11