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Una macchina amministrativa perfetta mandata in malora in poco meno di un anno.
Misteriose fughe di massa dalla responsabilità.

Tropea, 6 maggio 2011 

 

 

Dall’insediamento di Repice l’apparato burocratico del Comune di Tropea ha iniziato un veloce ed inesorabile declino. Questo è uno dei più “brillanti” risultati conseguiti dal nostro, già segretario generale del Comune di Torino per meriti, in meno di un anno.  

Alle defenestrazione di alcuni importarti dirigenti, rei di non essersi apertamente schierati col “Sindaco di tutti”, sedicente uomo di pace e concordia che ripugna la vendetta,  sono seguite le curiose defezioni di quasi tutti gli altri responsabili dei servizi. Solo negli ultimi tre mesi, registriamo, ad esempio, il trasferimento per mobilità del comandante della Polizia Municipale, l’assenza del neo responsabile dell’UTC per malattia, la mancanza - anch’essa per motivi di salute - del neo responsabile dell’area amministrativa che, peraltro, del tutto inaspettatamente, ha inoltrato domanda di pensionamento.  

Un’autentica maledizione sembrerebbe aleggiare sul Comune di Tropea. Si potrebbe spiegare così il rifiuto, o comunque la riluttanza, da parte dei più, ad assumere la responsabilità delle più sensibili aree vacanti. Evidentemente, il timore di ammalarsi o, addirittura, il rischio di lasciarci le penne, travalica di gran lunga l’attrazione che può derivare dai benefici economici e di prestigio connessi alla carica.

Questa, effettivamente, potrebbe essere un’interpretazione.

Pur tuttavia la medesima, oltre ad apparire un po’ fragile  come teoria, non può certamente convincere chi è razionale e per nulla superstizioso. Ecco perché, a nostro avviso, i motivi della fuga di massa dalla responsabilità, forse, sono da rinvenirsi in aspetti molto più concreti e, verosimilmente, in quegli atti, di varia natura, di cui la parte politica, Sindaco Repice in testa, a prescindere da ogni profilo di legittimità, sollecita, o meglio pretende, l’immediata adozione, ovvero il ritardo o l’insabbiamento. Citiamo, tra le tante, la vicenda della “stabilizzazione” degli LSU in categoria “C”, su cui è intervenuto l’Ispettorato per la Funzione Pubblica e quindi la Corte dei Conti che ha sollecitato l’immediata adozione di provvedimenti “correttivi” ad oggi elusi. Gli esempi potrebbero essere molteplici e coinvolgono diversi uffici. Non ci soffermiamo sulla pretesa di ostruzionismo all’attività ispettiva della minoranza da parte dell’amministrazione Repice.

Tale grave situazione, già denunciata in diverse sedi, esige, oggi più che in passato, un pronto intervento a salvaguardia della legalità dall’azione amministrativa ed, al tempo stesso, della salute e dell’incolumità dei funzionari pubblici. E’ auspicabile che chi di dovere verifichi tempestivamente quanto si sta consumando all’interno del Comune di Tropea cominciando proprio dall’esame delle “misteriose fughe di massa dalla responsabilità”.

 

prof. Gaetano Vallone
Gruppo Consiliare Uniti per la Rinascita

 

avv. Giovanni Macrì
Consigliere Provinciale Pdl
Componente della Direzione Regionale del Pdl

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
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