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Piccata replica al consigliere provinciale Macrì
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Ospedale, Repice punta il dito contro «l’immobilismo dell’Asp»
 

Il quotidiano della Calabria 7 giugno 2011 
di Vittorio Saccà

TROPEA- «Non accetto lezioni da nessuno ». E' l'esordio delle dichiarazioni del sindaco Adolfo Repice che non intende far passare nel silenzio le affermazioni di Nino Macrì, esponente politico di centrodestra, sulla questione ospedale, apparse sulla stampa. Nessun dubbio, prosegue il primo cittadino, sull'impegno profuso da Nazareno Salerno, presidente della Commissione Sanità, sui problemi del nostro nosocomio, né tanto meno sugli altri esponenti regionali, tra cui il senatore Antonino Gentile, e quanto ha fatto per l'ospedale cittadino lo stesso Governatore Giuseppe Scopelliti della cui amicizia «mi vanto». Non dimentichiamo che grazie al loro intervento, il presidio ospedaliero di Tropea è inserito nel piano sanitario regionale come Ospedale Generale, anche perché è stata riconosciuta la sua posizione strategica in Tropea che in estate diviene il fulcro di tutta l'attività economica che gravita intorno al turismo. “La bagarre”, come la definisce Macrì, scoppiata in questi giorni, dice il sindaco, a parte il fatto che non ha basi di propaganda politica perché questa non ci può assolutamente stare quando si parla di tutela di salute dei cittadini di tutto il comprensorio, trae le sue origini «dall'immobilismo evidente» assunto dalla commissione straordinaria dell'Asp di Vibo e dallo stesso direttore sanitario aziendale. «Le sale operatorie, chiuse il 14 aprile, sono rimaste tali per ben oltre un mese - dice il sindaco -senza che nessuno accennasse ad una benché minima azione volta a dare il via ai lavori per la loro messa in sicurezza. Anzi, l'azienda si è preoccupata solo di spostare medici e infermieri dall'ospedale cittadino destinandoli altrove. Finché sarò sindaco io, non consentirò a nessuno di venire da fuori per chiudere l’ospedale, non può essere un funzionario a decidere le nostre sorti. Alla commissione straordinaria contesto il modo biblico dei tempi con cui si intende avviare e procedere per i lavori necessari. E' assurdo che per un ospedale generale previsto nel piano sanitario regionale, si chiudono le sale operatorie e non si provveda immediatamente al da farsi per poterle riaprire al più presto possibile. Adesso si parla di fine giugno, se non sarà luglio, per poterle riavere funzionanti! ». Il sindaco Repice si sofferma anche sul mare, altro biglietto di visita della città. Se sarà necessario, anche per il mare chiederò l'intervento delle autorità competenti, «a cominciare dal Procuratore della Repubblica, convinto che mi daranno il massimo sostegno».

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Ultimo aggiornamento: 08-06-11