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Il Quotidiano della Calabria - 10 agosto 2011
di Gianluca Prestia

La tendenza è allarmante e non lascia ben sperare per il prosieguo della stagione. Una flessione, rispetto all'anno passato del 30%. Nel mese di agosto, quello,come tutti sanno, con maggiore affluenza turistica. Emergenza rifiuti, sistema di depurazione al collasso e assenza di programmazione i principali indiziati a salire sul “banco degli imputati” secondo il presidente della sezione turismo di Confindustria Vibo, Giuseppe Macrì, che ieri mattina, incontrando i giornalisti, ha voluto effettuare un'analisi a tutto tondo dell'andamento della stagione.  Analisi i cui risultati, come detto, non sono certo incoraggianti dopo una partenza positiva. In pratica, in questi primi 9 giorni di agosto si è bruciato tutto, o quasi, ciò che di positivo si era verificato nei due mesi precedenti. Giugno e luglio hanno fatto registrare un trend particolarmente positivo a testimonianza del fatto che la crisi un effetto positivo, molto probabilmente l'unico, l'ha dato sotto l'aspetto turistico: far spostare in massa la clientela in un periodo in cui i prezzi sono ancora relativamente contenuti e non schizzano alle stelle come nel mese di agosto, divenuto ormai caldo non solo sotto l'aspetto climatico. E allora dove si è sbagliato se si è arrivati a questa flessione? Macrì una chiave di lettura la offre facendo riferimento alla «mancanza di accortezza avuta da operatori turistici, commercianti e proprietari di strutture recettive, che non hanno saputo cogliere il dato dei due mesi precedenti e legarlo alla crisi economica. Ci si è illusi che la tendenza sarebbe stata positiva anche in questo periodo,ma così non è stato. Anche se non siamo in possesso  di cifre ufficiali, la sezione turismo di Confindustria ha avviato una serie di accertamenti al termine della quale è risultata una flessione  del 30%. Ad agosto, quindi, bisognava tenere i prezzi bassi o, quanto meno, non farli lievitare in misura così marcata. Il potere di acquisto si è fortemente ridotto in questi ultimi due anni e, ovviamente, la gente non può permettersi più spese come nel 2007». Parlare col senno di poi, è vero, risulta tutto più semplice. Un aspetto positivo è, tuttavia, l'averlo compreso. Ma la crisi, dietro la quale spesso ci si trincera per manifestare quasi un alibi, non è l'unica causa della sofferenza. E al riguardo Macrì, in questo supportato da Deborah Valente, esperta tour operator di Tropea, e dagli altri colleghi Maurizio Di Bella e Umberto Mazzeo, ha focalizzato l'attenzione su altri tre particolari di primaria importanza: innanzitutto l'atavica emergenza rifiuti con la presenza di discariche a cielo aperto su tutto il territorio provinciale, ma anche un servizio di raccolta a singhiozzo e che nei prossimi giorni potrebbe risentire, sempre stando a quando riferito dallo stesso presidente, di un ulteriore peggioramento in quanto sembrerebbe reale la possibilità di una riduzione del servizio per addirittura cinque giorni. Il che, con Ferragosto alle porte, starebbe a significare una catastrofe ambientale e d'immagine. «Dobbiamo attenderci il peggio?», si è chiesto l'esponente della sezione turismo il quale ha rafforzato quelli che sono i suoi timori (e non solo suoi) aggiungendo che in una situazione del genere il sistema turistico Vibonese «offre inevitabilmente una visione assolutamente negativa che farà sentire i suoi effetti già l'anno prossimo».  Altro argomento in cui si manifesta una costante e marcata sofferenza è quello relativo agli impianti di depurazione. Un sistema ormai al collasso, secondo Macrì, «che già dai primi anni (con l'istituzione del Consorzio Costa tirrenica, all'inizio degli anni '80) aveva evidenziato segnali di inadeguatezza frutto di scelte scellerate da parte di amministratori locali che pensavano soltanto al loro orticello, cioè al proprio depuratore. La situazione odierna - ha aggiunto - è figlia di quelle decisioni ed adesso ci troviamo con solo 26 comuni su 50, quindi uno in più della metà, sprovvisti di impianti per il trattamento delle acque reflue. Un esempio: quello di Zaccanopoli scarica direttamente nel torrente “Le Grazie” » dove, tra l'altro, appena pochi giorni fa, la Capitaneria di porto ha rinvenuto 10.000 metri cubi di rifiuti interrati nell'alveo del torrente che termina la sua corsa nei pressi del porto di Tropea. «Non si può fare solo affidamento sulle forze dell'ordine e sulla magistratura che stanno facendo un lavoro encomiabile portando alla luce tutta una serie di gravissime irregolarità, ma serve una presa di coscienza da parte della politica». L'ultimo, ma non per importanza, aspetto trattato da Giuseppe Macrì è stato quello relativo alla programmazione che, a suo dire, deve essere concertata per tempo con la Regione. «Sinergia e tempestività devono essere le parole chiave per programmare l’estate prossima. Dopo l’incontro con il dirigente Lio abbiamo avanzato una richiesta precisa: essere messi a conoscenza già dal prossimo settembre sulla eventualità di un potenziamento delle linee aeree con i vari scali, in particolare con quello di Lamezia Terme. È questo il modo principale che consente di avvicinare la Calabria alle altre regioni e al resto dell’Europa. Ma su questo aspetto Lio ha nicchiato. Quest’anno – ha aggiunto - siamo venuti a conoscenza delle iniziative della Regione soltanto nel mese di maggio. Troppo tardi». Che fare quindi? Macrì si è, a questo punto, appellato al senatore Franco Bevilacqua il quale, da parte sua, «si è fatto promotore di un incontro  tra la stessa Confindustria Vibo e il governatore Scopelliti con l’obiettivo di organizzare la stagione estiva del 2012. Incontro che dovrà necessariamente tenersi  entro il mese di ottobre», altrimenti, ha aggiunto Deborah Valente «resteremo ancorati ai soliti punti interrogativi. I tour operator stanno lavorando a pieno regime ma è come se andassero alla deriva, senza una necessaria guida che li indirizzi». In sostanza sta passando il  messaggio che si lavori a compartimenti stagni. «Le richieste - ha affermato ancora la Valente - ci sono e non sono concentrate solo nel periodo tra giugno e settembre, ma si estendono anche tra ottobre e dicembre. Sì perché bisogna capire che siamo entrati in un ottica in cui il turismo non è solo relegato a quei tre mesi estivi. È turismo tutto l’anno».

 

 

 

 

 

 
 
 
 
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