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In questi giorni, su “Il
Giornale, noto quotidiano di centrodestra che si rivolge
evidentemente al “Popolo delle Libertà”, importanti firme
mettono in guardia dai rischi insiti in un organismo ancora
senza radici, auspicando che il Pdl, a breve giro, diventi
un partito vero.
Conosco poco la situazioni
organizzativa a livello nazionale, ho abbastanza chiaro il
quadro politico regionale mentre conosco benissimo la
situazione del partito nella mia provincia. Su questo
livello intendo esprimere la mia opinione.
Chi fa seriamente politica sa
leggere ed interpretare i dati elettorali dai quali nessun
dirigente degno di questo nome può prescindere (il nostro
Presidente Berlusconi chiede fatti e il consenso ne è il
miglior indicatore). Le competizioni europee, al di là della
loro intrinseca importanza, grazie al sistema delle
preferenze, hanno consentito alle varie anime del Pdl
(l’identica cosa è avvenuta nel PD) di misurarsi. Il
risultato che è venuto fuori dalle urne è stato chiaro e
talmente netto da non consentire alcun tipo di
disquisizione: l’area Scopelliti e l’area Galati hanno
dimostrato il loro impegno, la loro capacità di creare
movimenti di aggregazione e mobilitazione e quindi di
catturare il voto. I numeri sono numeri e la matematica non
è un’opinione. Numerosi indicatori dimostrano come i
consensi conseguiti siano esclusivamente frutto del loro
duro lavoro. Il dato elettorale delle serre vibonesi, ad
esempio, dove i Popolari Europei dell’on. Pino Galati non
essendo organizzati riescono a portare sull’On. Barbara
Matera una manciata di voti (Serra S. Bruno appena 11
preferenze, Nardodipace 3, Mongiana 2, Fabrizia 1) è la
prova che la stessa non ha goduto di un voto di opinione o
di preferenze imposte dall’alto. I consensi ottenuti in
Calabria – ben 30.000 – hanno una chiara paternità che
risponde al nome di Giuseppe Galati.
Passando dai successi agli
insuccessi, il dato complessivo che viene fuori dalle urne
della Provincia di Vibo non è particolarmente entusiasmante.
Quanto raccolto dal Pdl (un misero 35,11% quasi in linea con
la media nazionale ma lontanissimo da quella regionale) è
stato commentato negativamente un po’ da tutti (Pino Nano
del TG3 Calabria per primo) salvo che dai diretti
responsabili ai quali, incomprensibilmente ma forse non
troppo, è apparso più che lusinghiero. Evidentemente ai
c.d. big del partito sfuggono molte cose ovvero, molto più
verosimilmente, intendono sfuggire alle loro responsabilità
ed al disagio per la modestia del dato. Un risultato che
potrebbe preludere ad un nuovo scontro all’interno del Pdl
vibonese che vedrebbe contrapposti non più il duo
Bevilacqua-Basile, ma i giovani (ovviamente non in senso
anagrafico) quadri ai leader storici che, con ogni
probabilità, per resistere all’ondata di piena potrebbero
addirittura arrivare a sotterrare quell’ascia di guerra che
tanti danni ha causato al centrodestra vibonese ridotto,
come dimostrato dai fatti, a poco più di un ectoplasma.
Ebbene, il mio auspicio - e
sono sicuro di interpretare anche il pensiero di molti o di
tutti i “giovani” - è che questa lotta intestina venga
scongiurata. Ovviamente per fare ciò è necessario ed
indifferibile che ognuno di noi sappia fare “il passo
indietro” e che i coordinatori provinciali, calati
dall’alto senza una preventiva consultazione del corpo
militante del partito, sappiano rendersi interpreti delle
realtà locali rifuggendo a tentazioni e/o a capricci
impositivi. Se questo non dovesse avvenire, con ogni
probabilità assisteremo all’evoluzione di un Pdl vibonese
senza anima e, pertanto destinato al fallimento perché
incapace di rendersi interprete delle esigenze del
territorio e di incidere sul tessuto sociale.
Concludo auspicando
l’introduzione massiccia, oggi e non domani, della
democrazia nella vita del partito anche attraverso
l’elezione da parte dei militanti, da non convocare ad
intermittenza e solo in occasione di competizioni
elettorali, degli organismi dirigenti di partito quanto meno
a livello provinciale e comunale. Di fronte ad organi
democraticamente eletti nessuna lamentela potrebbe essere
tollerata.
Avv. Giovanni Macrì
Consigliere Provinciale Pdl |